Alla scoperta del Pamir: un viaggio tra vette maestose e pascoli incontaminati
Immergersi nella maestosità del Pamir, un altopiano remoto e affascinante, è un'esperienza che lascia un segno indelebile nell'animo di chi la vive. Dalle anse del fiume Madyan ai pascoli di Ak Arkhar, questo territorio offre un contrasto di paesaggi che incantano e stupiscono, regalando al visitatore un'avventura unica nel suo genere.
Sulle tracce di Marco Polo, alla scoperta di un mondo senza tempo
La strada che sale da Murghab: un viaggio tra idilliaci paesaggi e sfide impegnativeLa strada che sale da Murghab ai pascoli di Ak Arkhar è un percorso che offre due volti ben distinti. Nella prima parte, per circa un'ora e mezza, la pista corre in piano in una valle idilliaca, costeggiando le anse del fiume Madyan. Qui, i campi coltivati e i canneti che si alternano alle lagune creano un contrasto affascinante con gli aridi pendii delle montagne circostanti. Tuttavia, la situazione cambia drasticamente una volta attraversato un ponte malmesso. La pista piega a sinistra e inizia a salire con ripide rampe, portando i fuoristrada a percorrere un tracciato che taglia un pendio ghiaioso, sfiorando il dirupo che precipita verso il fiume sottostante. Pozze, buche e piccole frane rendono la salita una vera e propria sfida, ma il panorama che si apre agli occhi dei viaggiatori è a dir poco mozzafiato. Una distesa di pascoli circondata da aspre vette rocciose, qua e là rivestite da minuscoli ghiacciai, accoglie gli esploratori al termine di questa impegnativa ascesa.
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Sulle orme di Marco Polo: un'avventura senza tempo nel cuore dell'AsiaChe si arrivi dall'Europa, dalla Russia, dalla Cina o dall'India, l'altopiano del Pamir, oggi in buona parte in Tajikistan, è tra i luoghi più remoti e affascinanti della Terra. Sette secoli fa, Marco Polo scriveva che "vuolsi essere quello il luogo più alto del mondo", e che "qui sono i migliori pascoli del mondo, perché un animale magro vi diviene grasso in dieci dì". Il mercante veneziano descriveva un territorio inospitale e selvaggio, dove "non vi volano uccelli per l'alto luogo e freddo", e dove una ripida discesa porta a Cascar, oggi Kashgar, dove "si entra nelle terre del Gran Can", cioè in Cina. Prima di ripartire verso Pechino, Polo dedica qualche riga ai "grandissimi montoni selvatici, che hanno le corna lunghe sei spanne" e che popolano quelle montagne. Questi imponenti animali, noti come le "Marco Polo sheep", sono ancora oggi una delle principali attrazioni di questa parte dell'Asia.
La valle di Ak Arkhar: un'oasi di pace e tranquillità nel cuore del PamirMentre il sole tramonta sulle aspre vette rocciose, le capre vengono già condotte in un recinto e gli yak tornano al piccolo trotto verso il jailoo, l'insediamento di pastori dove i viaggiatori trascorreranno la notte. La yurta, piccola ma accogliente, offre un rifugio dal freddo pungente dei 4250 metri di altitudine, con il calore della stufa che scaccia l'aria gelida. Benvenuti nella valle di Ak Arkhar, un'oasi di pace e tranquillità nel cuore del Pamir, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui, i pastori e i loro animali convivono in perfetta armonia con la natura, in un delicato equilibrio che affonda le sue radici in una tradizione secolare.
