L'Intelligenza Artificiale nelle Escursioni Montane: Un Test su ChatGPT Rileva Gravi Imprecisioni

L'ascesa dell'intelligenza artificiale nel quotidiano è innegabile, tanto da essere celebrata come 'Persona dell'Anno' da Time Magazine. Questa pervasività solleva interrogativi cruciali riguardo al suo impatto in settori specifici, come l'alpinismo. Sebbene l'IA possa supportare le operazioni di soccorso, la pianificazione di escursioni attraverso strumenti come ChatGPT ha già mostrato esiti preoccupanti, come dimostrato da un recente episodio in Canada. In questo contesto, si è voluto mettere alla prova l'efficacia dell'IA nel suggerire percorsi nelle Dolomiti, valutando se le sue indicazioni siano aderenti alla realtà o, al contrario, foriere di pericoli.

Nel corso di un test, interrogando ChatGPT su un'escursione a Cima Santa Maria, una vetta dolomitica, l'IA ha fornito rapidamente un resoconto seducente del percorso, completo di dettagli su distanza e dislivello, sebbene con alcune imprecisioni rispetto alla realtà. Sorprendentemente, l'IA non ha proposto alternative più agevoli o meno esposte, come l'itinerario da Andalo, e ha tralasciato l'importanza di equipaggiamento invernale specifico come sci alpinismo o ciaspole, concentrandosi solo su ramponi e piccozza. Ancora più critica è stata l'assenza di menzione per strumenti di autosoccorso essenziali in ambiente nevoso, quali ARTVA, pala e sonda. Il tentativo di generare una traccia GPX ha prodotto un percorso completamente errato, distante dall'obiettivo prefissato. In un secondo esperimento, simulando un escursionista meno esperto ma più attento ai rischi, l'IA ha offerto previsioni meteo generiche e consigli su equipaggiamento ancora imprecisi, confondendo la terminologia dei ramponi. Ha anche suggerito rifugi inesistenti o situati in altre zone montuose, dimostrando una grave mancanza di conoscenza territoriale specifica. La mancanza di informazioni su contatti di emergenza, come il 112, è stata un'ulteriore grave lacuna.

In conclusione, pur riconoscendo il crescente ruolo dell'intelligenza artificiale in vari ambiti, l'esperienza ha evidenziato che la sua applicazione nella pianificazione di attività montane presenta ancora significative limitazioni e potenziali pericoli. La dipendenza esclusiva da tali strumenti può condurre a situazioni spiacevoli o persino fatali. È fondamentale non 'lasciarsi usare' dall'IA, ma piuttosto integrarla con la conoscenza umana, la cartografia tradizionale e digitale, e l'esperienza di chi conosce il territorio. La prudenza e un approccio critico rimangono indispensabili per chiunque si avventuri in montagna, confermando che l'IA ha ancora molta strada da fare per diventare una guida affidabile in questo contesto complesso e rischioso.