Un viaggio autunnale mozzafiato: l'incanto della Via dell'Arbola tra Piemonte e Svizzera
La Via dell'Arbola, conosciuta anche come Via Albrun, rappresenta un itinerario storico di grande fascino che si snoda attraverso le Alpi Lepontine, collegando due regioni transfrontaliere ricche di storia e bellezze naturali: la Valle Antigorio-Devero in Piemonte e le valli svizzere di Binn e Goms. Questo percorso, che un tempo era un'arteria commerciale vitale, oggi si trasforma in un'esperienza di trekking indimenticabile, specialmente durante la stagione autunnale. I boschi di larici, che si tingono di sfumature dorate, e l'aria pura e cristallina creano un'atmosfera magica che invita alla contemplazione e all'immersione nella natura incontaminata. Il viaggio è un susseguirsi di panorami mozzafiato, da Domodossola, cuore storico dell'Ossola, fino all'Alpe Devero con i suoi laghi alpini e, infine, al pittoresco villaggio svizzero di Ernen.
L'autunno si rivela la stagione perfetta per affrontare la Via dell'Arbola, grazie alla trasformazione cromatica dei paesaggi e alla limpidezza dell'aria che esalta ogni dettaglio. Il percorso offre una varietà di scenari, dalle mulattiere lastricate agli alpeggi d'alta quota, testimoniando un passato di transiti umani e di armoniosa convivenza con l'ambiente montano. Attraverso quattro tappe ben definite, l'escursionista viene guidato in un'avventura che tocca borghi storici, riserve naturali e laghi incantati, culminando nel passaggio del confine italo-svizzero a quota 2409 metri, dove la vista si apre sulle maestose cime delle Alpi Lepontine.
L'inizio del viaggio: dal cuore dell'Ossola ai panorami di Baceno
Il percorso inizia nella storica Domodossola, epicentro dell'Ossola, dove la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario accoglie i viaggiatori, introducendoli alla profonda connessione tra spiritualità e montagna. Proseguendo lungo la Valle Antigorio, si alternano sentieri sterrati e antiche vie che conducono attraverso incantevoli borghi come Masera e Cresta, fino a Roldo, dove un raro tempio gallo-romano offre una vista panoramica spettacolare. La prima tappa culmina a Crodo, celebre per le sue sorgenti e le terme storiche, un luogo ideale per immergersi gradualmente nell'atmosfera alpina. Da qui, la seconda tappa conduce a Baceno, un borgo che segna l'ingresso nell'alta valle, attraversando prati e piccoli nuclei rurali che conservano intatti gli esempi di architettura tradizionale in pietra e legno. I panorami, in autunno, si trasformano continuamente, offrendo un caleidoscopio di colori che prepara all'incanto delle montagne del Devero, preannunciando la parte più selvaggia e suggestiva del viaggio.
La fase iniziale dell'itinerario è un'introduzione graduale alla magnificenza delle Alpi, partendo da Domodossola, dove la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte Calvario invita alla riflessione e alla contemplazione. Si risale la Valle Antigorio, un cammino che alterna sentieri e strade sterrate, passando per i pittoreschi borghi di Masera e Cresta. A Roldo, frazione di Montecrestese, si può ammirare un raro tempietto gallo-romano, posizionato in un punto che offre una vista spettacolare sulla valle. Il percorso prosegue verso Pontemaglio e infine si apre, seguendo l'antica via dei transiti, verso Crodo. Questo borgo, rinomato per le sue sorgenti naturali e le terme storiche, rappresenta un'ottima sosta per acclimatarsi all'ambiente alpino. Qui, i boschi di faggio e castagno cedono il passo alle conifere, e l'aria si riempie dei profumi intensi dell'acqua e della resina. Successivamente, da Crodo, il sentiero si inerpica verso le frazioni di Smeglio e Mozzio, attraversando prati e piccoli insediamenti rurali che preservano l'architettura tradizionale. Da Viceno, si scende verso Cravegna e Crino, fino a raggiungere Baceno, un centro che funge da porta verso l'alta valle. Durante l'autunno, il paesaggio circostante si tinge di colori vivaci, dal verde dei pascoli al giallo dei larici e al rosso dei sorbi, creando uno scenario incantevole ad ogni curva del sentiero. A Baceno, è consigliabile visitare la Chiesa di San Gaudenzio, un monumento nazionale che ospita affreschi del Quattrocento, e fare una sosta nei rifugi locali. Da questo punto, la vista si apre sulle imponenti montagne del Devero, anticipando l'immersione nella natura più selvaggia e affascinante del percorso.
L'Alpe Devero e l'approdo in Svizzera: tra laghi alpini e borghi Walser
La tappa da Baceno all'Alpe Devero si rivela la più emozionante, seguendo l'antica mulattiera che risale lungo il Torrente Devero. Qui si incontrano le impressionanti Marmitte dei Giganti di Uriezzo, formazioni geologiche modellate dall'azione glaciale e fluviale, oggi accessibili tramite un breve sentiero. Proseguendo verso Osso e Goglio, dove un museo locale commemora la Resistenza partigiana, si entra nel cuore del Parco Naturale dell'Alpe Veglia e Devero, un ecosistema alpino tra i più incontaminati delle Alpi. L'arrivo all'Alpe Devero e al suggestivo Crampiolo, adagiato accanto al Lago delle Streghe, regala uno dei panorami più suggestivi dell'intero itinerario, un luogo di profonda quiete e contemplazione. L'ultima tappa conduce dall'Alpe Devero verso Ernen, in Svizzera. Si sale alla Bocchetta d'Arbola (Albrunpass), a 2409 metri, il punto più elevato del percorso e confine naturale tra Italia e Svizzera, offrendo una vista spettacolare sulle Alpi Lepontine. La discesa in territorio elvetico attraversa le torbiere di Oxefeld e Blatt, habitat di rara flora alpina, e si conclude tra gli alpeggi di Freichi e i caratteristici villaggi Walser di Fäld e Binn, fino a raggiungere Ernen, un borgo che custodisce una cultura alpina antica e vibrante.
Da Baceno, il cammino si fa più intenso e suggestivo, risalendo l'antica mulattiera che costeggia il Torrente Devero, toccando i borghi di Graglia, Uresso e Croveo. Lungo questo tratto, si possono ammirare le spettacolari Marmitte dei Giganti di Uriezzo, cavità profonde scolpite dal ghiaccio e dall'acqua, che oggi offrono un'opportunità unica di esplorazione grazie a un sentiero laterale. Il percorso continua, salendo progressivamente verso Osso e Goglio, dove un piccolo museo custodisce la memoria degli eventi della Resistenza partigiana. Da qui, si entra nel Parco Naturale dell'Alpe Veglia e Devero, uno degli ambienti alpini più integri e selvaggi. Il paesaggio si apre in ampie praterie e torbiere, tra boschi di larici e antichi alpeggi ancora in uso. L'arrivo all'Alpe Devero, e in particolare alla frazione di Crampiolo, adiacente al Lago delle Streghe, è un momento di grande suggestione. L'acqua limpida, i riflessi delle montagne e il silenzio assoluto avvolgono la conca alpina, trasformando il trekking in un'esperienza di pura contemplazione. L'ultima fase del viaggio porta dall'Alpe Devero verso la Svizzera. Si segue la sponda orientale del lago fino all'Alpe Forno Superiore, da dove inizia la salita alla Bocchetta d'Arbola (Albrunpass), a 2409 metri di altitudine, il punto più alto dell'itinerario e il confine tra Italia e Svizzera. La vista che si apre da qui sulle Alpi Lepontine, con le cime innevate che si stagliano contro il cielo autunnale, è indimenticabile. Dal valico, si scende in territorio elvetico, attraversando un sentiero che si snoda tra le torbiere di Oxefeld e Blatt, aree protette per la loro rara flora alpina. Dopo aver superato la Binntalhütte, un rifugio in pietra ai piedi della Punta d'Arbola, il cammino prosegue tra gli alpeggi di Freichi e gli affascinanti villaggi Walser di Fäld e Binn, fino a raggiungere Ernen, nell'Alta Valle di Goms. Qui, il paesaggio svizzero accoglie con le sue tonalità più delicate, i prati curati e le tradizionali case in legno scuro. La fatica del viaggio lascia il posto a una profonda soddisfazione, mentre il cammino si conclude in un piccolo borgo che sembra un museo a cielo aperto, custode di un'antica e vivace cultura alpina. La Via dell'Arbola, percorsa in autunno, diventa così un viaggio che unisce due mondi attraverso le stesse montagne, dove storia, natura e silenzio si fondono in un'unica, indimenticabile voce.
