I Caprioli di San Vito: Una Storia Alpina dal Cadore ai Tetti del Mondo
L'Ascesa dei Caprioli: Dalla Tradizione Dolomitica alle Vette Globali
L'Origine Straordinaria di un'Associazione Alpina: I Primi Passi dei Caprioli nel 1947
Nel 1947, a San Vito di Cadore, vide la luce una società sportiva decisamente unica. A differenza delle consuete discipline agonistiche, come la corsa o il calcio, i "Caprioli" si distinsero per la loro dedizione allo sci in inverno e all'arrampicata estiva. Fu solo in un secondo momento che altre attività sportive furono integrate, come testimoniato da Vittorio Tonet, membro del sodalizio da diversi decenni.
L'Epoca d'Oro dell'Alpinismo e le Imprese Leggendarie dei Fondatori
Con 26 soci iniziali dedicati a queste due discipline principali, gli anni successivi alla fondazione rappresentarono il periodo di massimo splendore alpinistico per i Caprioli. Questo successo fu in gran parte dovuto all'instancabile impegno dei fratelli fondatori, Luciano e Gianni Bonafede, presto affiancati da altri giovani talenti come Marcello Bonafede e Natalino Menegus. Questi ultimi, nel rigido inverno del 1963, si cimentarono con la storica via Solleder al Civetta, un'impresa che quest'anno celebra il suo centenario. Menegus e Bonafede furono essenziali nell'accompagnare Roberto Sorgato, Toni Hiebeler e Ignazio Piussi in quella prima e trionfale ripetizione invernale, un'impresa che rimane motivo di grande orgoglio per l'associazione. Non meno significativi furono i contributi di figure illustri quali Emilio Menegus, Gianni Palatini, Giulio De Lucia, Arnaldo Pordon e Gianluigi De Sandre. Fino alla fine degli anni Settanta, questi alpinisti furono protagonisti di numerose nuove vie e ripetizioni, concentrandosi principalmente sull'arco dolomitico, ma spingendosi anche nelle Alpi occidentali e tentativi sulle celebri pareti del Nord dell'Eiger. Purtroppo, a causa della mancanza di nuove leve, il gruppo conobbe un graduale declino.
La Rinascita del 1988: Un Nuovo Capitolo con l'Arrampicata Sportiva
La fase di difficoltà si concluse solamente nel 1988, anno in cui l'associazione fu rifondata, assumendo la denominazione attuale di Gruppo Rocciatori Caprioli. "Eravamo solo in cinque all'epoca, e fin da subito abbiamo abbracciato la crescente tendenza dell'arrampicata sportiva e delle competizioni, che offrivano un approccio fresco e promettente alla roccia," ha spiegato Tonet. Questo entusiasmo portò San Vito a ospitare una delle prime palestre indoor d'Italia alla fine degli anni Novanta. L'attività agonistica nell'arrampicata sportiva prese il via in quel periodo e proseguì fino ai primi anni Duemila, con atleti di spicco come Diego Zandanel, Mauro Devich, Diego Da Corte, Fabio De Martin e Alessandro Fiori, allenati dal socio e istruttore FASI Michele Ossi.
Dall'Arena Competitiva alle Vette Mondiali: L'Evoluzione dei Membri dei Caprioli
Fu proprio Alessandro Fiori, a partire dal 2007, a distinguersi nelle competizioni di Coppa del Mondo, per poi scegliere di dedicarsi alla professione di guida alpina. "Oggi, nel nostro gruppo, contiamo ben otto guide, un aspirante e due accompagnatori di media montagna," ha specificato Tonet. "Complessivamente, siamo ventidue soci ordinari, otto onorari e tre aggregati." Questa nuova categoria di "socio aggregato" consente ai giovani più promettenti di partecipare attivamente alle iniziative dei Caprioli, pur non essendo ancora membri ufficiali, con l'obiettivo di accumulare l'esperienza necessaria per un futuro ingresso. Tonet ha precisato che il percorso prevede la presentazione da parte di due soci e, dopo un biennio, il gruppo valuta se il candidato ha raggiunto i requisiti per diventare socio effettivo. Questo statuto rigoroso è in linea con quello di molti altri gruppi alpinistici dolomitici. Tuttavia, gli orizzonti dei Caprioli non si limitano alle maestose pareti delle Alpi Orientali, ma si spingono verso l'alpinismo di alta quota. "Nel nostro gruppo figura anche Marco Sala," ha concluso Tonet, "il cui curriculum vanta innumerevoli ascensioni in Russia, Alaska, Nord America e Asia, oltre alla conquista di ben cinque Ottomila, incluso il 'Tetto del mondo'."
