La nuova avventura di Della Bordella in Karakorum: una spedizione ambiziosa

Il rinomato alpinista Matteo Della Bordella si prepara per una nuova, audace spedizione nel Karakorum, in Pakistan. Questa entusiasmante notizia è stata condivisa durante la puntata inaugurale di "Campo Base", il podcast di Montagna.tv. Della Bordella ha rivelato alcuni dettagli di questa prossima avventura che lo vedrà impegnato, insieme al suo team, nell'apertura di una via inedita su una vetta che si avvicina ai settemila metri. L'approccio sarà, come sempre, all'insegna della leggerezza e del rispetto per l'ambiente montano, un valore fondamentale per l'alpinista varesino.

Nel corso della conversazione con i conduttori del podcast, Della Bordella ha fornito un'anticipazione della sua imminente partenza. "La prossima spedizione si dirigerà verso il Pakistan, nel cuore del Karakorum", ha affermato. Ad accompagnarlo in questa sfida ci saranno tre compagni di cordata di eccezionale talento: Giacomo Mauri, giovane promessa dei Ragni di Lecco, classe 2000; Luca Ducoli, classe 2001, già membro della prima edizione del prestigioso CAI Eagle Team; e Mirco Grasso, un forte alpinista veneto con cui Della Bordella ha già condiviso la salita della via 'Gringos Locos' sulla parete nord-ovest del Cerro Piergiorgio, in Patagonia. La composizione della squadra unisce dunque l'esperienza consolidata di Della Bordella e Grasso con il dinamismo e la freschezza delle nuove generazioni di alpinisti.

Le recenti imprese dei giovani membri della spedizione sembrano confermare la preparazione per questa sfida imminente. A fine aprile, Grasso, Ducoli e Mauri hanno completato un concatenamento sul Monte Bianco, unendo la "Divine Providence" e il "Pilone Centrale del Frêney" in soli tre giorni. Questa impresa, che ha richiesto notevole resistenza e abilità tecnica, potrebbe essere interpretata come un vero e proprio allenamento in vista dell'impegno ben più gravoso che li attende in Karakorum.

Nonostante l'entusiasmo, Della Bordella ha mantenuto il riserbo sul nome esatto della montagna che intendono affrontare. L'alpinista si è limitato a specificare che l'obiettivo è "aprire una nuova via su una montagna che sfiora i 7000 metri". Questa scelta di discrezione è coerente con la filosofia di Della Bordella, che predilige un approccio all'alpinismo "by fair means", ovvero con mezzi leali e sostenibili, e che vede nell'esplorazione e nella scoperta di nuove vie l'apice dell'esperienza alpina.

Della Bordella ha sottolineato l'importanza di affrontare le montagne con uno stile coerente e rispettoso. "Aprire nuove vie è per me il culmine dell'alpinismo", ha dichiarato nel podcast. "Riuscire a superare una parete che combina difficoltà tecniche e alta quota, mantenendo uno stile alpino puro, sarebbe la realizzazione di un grande sogno. Una spedizione di questo calibro è un obiettivo che coltivo da molto tempo". Questa spedizione non è solo un tentativo di conquistare una vetta, ma anche un'affermazione del valore dello stile nell'alpinismo moderno, un principio che Della Bordella e il suo team intendono portare avanti in Karakorum.

La spedizione rappresenta un ponte tra l'esperienza consolidata di Della Bordella e Grasso e il promettente futuro dell'alpinismo incarnato da Mauri e Ducoli. Questi ultimi, nonostante la giovane età, hanno già dimostrato le loro capacità su itinerari tecnici e in spedizioni internazionali, testimoniando la vitalità del Gruppo Ragni di Lecco, di cui Della Bordella è stato presidente e che quest'anno festeggia gli 80 anni dalla fondazione. La loro unione sotto la stessa cordata riflette la continuità e l'evoluzione di una tradizione alpinistica ricca di storia e successi.

Nel corso del podcast, l'alpinista ha approfondito la sua visione sull'etica e lo stile nell'alpinismo contemporaneo. Ha espresso l'importanza di mantenere una rotta fissa sui propri ideali e sul modo di affrontare le sfide della montagna. "Più che la ricerca di una nuova linea, a volte la vera difficoltà risiede nel mantenere salda la propria filosofia e i propri valori", ha spiegato. Questo approccio metodico e consapevole sarà la base del prossimo progetto in Karakorum. Non resta che attendere, con una certa dose di curiosità, la rivelazione dell'obiettivo finale di questa affascinante spedizione, che promette di scrivere un nuovo capitolo nella storia dell'alpinismo.