Mario Rigoni Stern: Pioniere dell'Ambientalismo e Voce della Montagna
La figura di Mario Rigoni Stern, insigne scrittore e montanaro di Asiago (1921-2008), viene celebrata in una nuova esposizione che mette in risalto la sua visione pionieristica in campo ambientalista. Già nel 1983, con l'opera \"Uomini, boschi e api\", Rigoni Stern lanciava un avvertimento sulla finitudine delle risorse naturali, anticipando di decenni tematiche oggi centrali come l'Earth Overshoot Day. Questa lungimiranza, unita al suo profondo legame con il territorio alpino e alla sua esperienza di vita, lo rende un punto di riferimento per la riflessione sul rapporto tra uomo e natura. La mostra \"Mario Rigoni Stern. Ecologia, impegno civile e cura dei luoghi\" offre una prospettiva inedita sul suo pensiero, riaffermando la sua attualità e la forza del suo messaggio.
L'Eredità Ambientale di Mario Rigoni Stern in Mostra a Treviso
Fino al 21 dicembre, il Palazzo Bomben di Treviso ospita l'esposizione \"Mario Rigoni Stern. Ecologia, impegno civile e cura dei luoghi\". L'evento, promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con il Comune di Asiago e l'Archivio Mario Rigoni Stern, è curato da Massimo Rossi, coordinatore dell'area di ricerca Studi Geografici della Fondazione, e da Gianbattista Rigoni Stern, figlio dello scrittore.
La mostra si concentra sul rapporto viscerale che Mario Rigoni Stern aveva con l'ambiente, una relazione che, secondo il curatore Massimo Rossi, \"poteva salvargli la vita\". Dopo aver vissuto l'orrore della Seconda Guerra Mondiale e la prigionia, Rigoni Stern trovò nella natura un rifugio e una via per riconnettersi con la propria interiorità. Il suo impegno per la salvaguardia del territorio dell'Altopiano dei Sette Comuni, raccontato anche attraverso oltre 500 articoli giornalistici, evidenzia la sua costante battaglia contro la speculazione edilizia e il turismo insostenibile. Un esempio lampante fu la sua ferma opposizione al progetto del Villaggio del Sole a Malcesina, sulle pendici del Monte Grappa, negli anni Settanta. Rigoni Stern era un fervente sostenitore di un approccio rispettoso e consapevole alla montagna, lontano dal \"turismo mordi e fuggi\".
La sua profonda conoscenza della montagna, acquisita fin dall'adolescenza accompagnando il padre nelle malghe e superando l'\"esame\" delle cime, lo rese un vero \"cantore dei boschi\" e un appassionato apicoltore. I suoi scritti, come il saggio \"L'ecologia non è una moda\" e \"Uno sguardo dall'alto\" (riproposti nella raccolta \"Memorie Minime\"), rivelano anche un inaspettato talento di geografo, capace di analizzare le trasformazioni del paesaggio veneto. Il messaggio di Rigoni Stern, espresso nel suo \"Arboreto Salvatico\" (1991) rivolto ai giovani, risuona oggi più che mai: \"Leggete, studiate, e lavorate sempre con etica e con passione, ragionate con la vostra testa e imparate a dire di no; siate ribelli per giusta causa, difendete sempre la natura e i più deboli; non siate conformisti e non accodatevi al carro del vincitore, siate forti e siate liberi, altrimenti quando sarete vecchi e deboli rimpiangerete le montagne che non avete salito e le battaglie che non avete combattuto\".
L'esposizione di Treviso, arricchita dalle collaborazioni dello scrittore con artisti come Pino Guzzonato, Aldo De Vidal, Armando Pizzinato e Guerrino Bonaldo, ci invita a riscoprire un pensatore la cui attualità è sconcertante. Il suo ottimismo, nonostante le avversità vissute, e la sua capacità di vedere oltre, ci offrono una guida preziosa per affrontare le sfide del nostro tempo e riscoprire un legame autentico con la natura. La sua lezione ci esorta a un comportamento saggio e consapevole, a non sprecare e a prelevare dalla natura solo ciò che è strettamente necessario, valori che dovrebbero essere al centro della nostra etica quotidiana.
