Matese: Un'escursione incantevole tra Pianellone e Belvedere, tra natura e panorami mozzafiato

Il massiccio del Matese, un territorio di confine che si estende tra Molise e Campania, è una montagna ricca di fascino e bellezze naturali. Culminando con il Monte Miletto a 2050 metri, questa zona segna il passaggio dall'Appennino centrale a quello meridionale. La sua attrattiva deriva dai borghi storici, dalle suggestive chiese rupestri, dalle vette imponenti come la Gallinola, il Miletto e il Mutria, e dal Lago del Matese, un habitat ideale per l'osservazione degli uccelli. Nonostante la presenza di alcune strutture che ne deturpano il paesaggio, il Matese conserva angoli di natura incontaminata, offrendo opportunità uniche per gli amanti delle escursioni.

Un recente sviluppo ha visto la nascita del Parco Nazionale del Matese nell'estate del 2025, un'iniziativa che mira a proteggere e valorizzare questo patrimonio naturale. Sebbene il nuovo Parco sia ancora in fase di consolidamento e affronti diverse problematiche, come la chiusura di alcuni rifugi e la manutenzione della segnaletica, l'istituzione di questa area protetta rappresenta un passo importante per la tutela della biodiversità e la promozione di un turismo sostenibile. L'entusiasmo per questa nuova realtà è palpabile, anche se richiederà tempo e impegno per superare le sfide iniziali e realizzare appieno il suo potenziale.

Esplorando il Sentiero del Pianellone e del Belvedere

L'itinerario che si snoda dal rifugio di Valle Santa Maria fino al Pianellone e al Belvedere rappresenta un'opportunità eccezionale per immergersi nella natura incontaminata del Matese. Questo percorso, con un dislivello limitato di soli 140 metri e un tempo di percorrenza di circa 2 ore e 30 minuti (andata e ritorno), è ideale per escursionisti di ogni livello, inclusi coloro che preferiscono camminate più tranquille. La sua bassa difficoltà, classificata come T/E (Turistico/Escursionistico) senza neve e WT1 (facile) con le ciaspole, lo rende fruibile durante tutto l'anno. Partendo dal rifugio di Valle Santa Maria a Piedimonte Matese, il sentiero offre un'esperienza indimenticabile, specialmente in inverno quando la montagna si veste di bianco, trasformando la passeggiata in una magica avventura sulla neve.

Il viaggio inizia con una breve discesa dal rifugio Valle Santa Maria, lungo un viottolo segnalato che attraversa una magnifica faggeta, fino a raggiungere il rifugio Monte Orso, purtroppo attualmente in stato di abbandono. Da qui, il sentiero riprende con una serie di dolci saliscendi tra gli alberi, seguendo i segnavia 148-13H. Dopo aver superato alcuni bivi e aver lasciato una carrareccia che conduce alla Grotta dell'Orso, il percorso si fa leggermente più ripido prima di aprirsi sull'altopiano carsico del Pianellone a 1390 metri, un luogo di pascolo estivo. Attraversando questo ampio spazio, costeggiando un'altura boscosa e due cisterne, si prosegue la salita in un vallone alberato. Una rampa agevole conduce infine al crinale del Belvedere a 1430 metri, da dove si apre una vista panoramica spettacolare sul Lago del Matese e sui ripidi versanti della Gallinola. Questo punto di osservazione invita a una pausa rigenerante prima di ripercorrere il medesimo itinerario a ritroso, godendo ancora una volta delle meraviglie naturali offerte dal Matese.

Il Parco Nazionale del Matese: tra potenziale e sfide

L'istituzione del Parco Nazionale del Matese nell'estate del 2025 ha rappresentato un momento significativo per la conservazione della natura in Italia, accogliendo il Matese come il 27° parco nazionale del paese. Questa nuova area protetta ha assorbito il preesistente Parco regionale campano, attivo dal 1993, e ha incluso l'Oasi WWF di Guardiaregia nel Molise, celebre per la presenza dell'aquila reale. L'emozione tra gli appassionati di natura è stata grande, poiché si intravede la possibilità di una gestione più coordinata e una maggiore valorizzazione di un ecosistema prezioso. Tuttavia, come spesso accade con le nuove realtà, il Parco si trova ad affrontare sfide significative che richiederanno tempo e impegno per essere superate.

Attualmente, il Parco Nazionale del Matese è ancora nella sua fase iniziale, e la piena operatività richiederà alcuni anni. Tra le criticità emerse, si evidenziano la chiusura di rifugi storici come quelli di Valle Santa Maria e Monte Orso, la scarsa visibilità di alcuni segnavia e le condizioni precarie di molti pannelli informativi. Inoltre, la presenza di un infopoint in legno in stato di abbandono nei pressi del Lago del Matese sottolinea ulteriormente la necessità di interventi concreti. Questi problemi, pur essendo di natura logistica e infrastrutturale, rappresentano ostacoli alla piena fruizione del territorio e alla sua valorizzazione turistica. Il successo del Parco dipenderà dalla capacità delle sue gestioni, sia vecchia che nuova, di affrontare queste problematiche, investendo in manutenzione, promozione e nella riapertura delle strutture essenziali, per trasformare il Matese in un modello di conservazione e sviluppo sostenibile.