Scialpinismo nell'Anfiteatro della Strugova: Un'Avventura Invernale in Friuli

In un periodo caratterizzato da una limitata presenza di neve sulle vette delle Alpi Orientali, il Friuli Venezia Giulia emerge come un'oasi per gli appassionati di scialpinismo, offrendo ancora la possibilità di percorrere alcuni itinerari. Tra questi, spicca l'anfiteatro della Strugova, che anche a fine gennaio garantisce un paesaggio tipicamente invernale e una copertura nevosa costante, ideale per l'attività sportiva. L'avventura ha inizio in un contesto di rara bellezza, quello dei laghi di Fusine, considerati tra i gioielli paesaggistici della montagna friulana e meta di numerosi visitatori. Sciatori e ciaspolatori si muovono qui con la maestosa sagoma del Monte Mangart a fare da sfondo, con le sue imponenti pareti rocciose alte circa 800 metri, un luogo carico di storia alpinistica, caro anche a figure come Nives Meroi e Romano Benet.

Il percorso si snoda prima attraverso una parte della foresta, seguendo una pista battuta che conduce al Rifugio Zacchi, una struttura sempre accessibile anche durante la stagione fredda. Questa fase iniziale rappresenta un momento di quiete e contemplazione, che prepara all'arrivo alla base dell'anfiteatro della Strugova. L'escursione, come quella vicina di Veunza (attualmente non praticabile con gli sci), culmina ai piedi delle pareti rocciose, dove inizia la via normale attrezzata che porta alla Sella Strugova e, infine, alla cima omonima. L'itinerario parte dal Lago Superiore di Fusine (950 metri), prevede un dislivello di circa 900 metri e richiede un tempo di percorrenza di circa 4 ore tra andata e ritorno. Classificato come BS (Buon Sciatore), è consigliato da gennaio ad aprile. Dalla partenza, si imbocca la strada forestale verso il Rifugio Zacchi, poi, a quota 1200 metri, si devia su una traccia secondaria che porta all'Alpe Vecchia e, mantenendosi sulla sinistra, si raggiunge il fondo del vallone della Strugova, seguendo le condizioni più favorevoli per la salita.

Oltre all'esperienza sciistica, la zona offre spunti culturali come la chiesa parrocchiale di Tarvisio, dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Edificata nel XV secolo e successivamente modificata, presenta uno stile carinziano e custodisce affreschi quattro-cinquecenteschi, tra cui spiccano rappresentazioni dell'imperatore Carlo V e scene della Passione di Cristo, attribuite alla scuola di Tommaso da Villaco. Le tre lapidi di epoca romana sul muro di cinta e i due torrioni (uno ottagonale e uno circolare) ricordano l'antica fortezza del luogo. Per raggiungere la località, da Tarvisio si prosegue verso Nord seguendo le indicazioni per Fusine, a circa nove chilometri dal centro abitato. Questa regione, con la sua combinazione di bellezze naturali e ricchezze storiche, rappresenta un invito a scoprire le meraviglie del Friuli, promuovendo un turismo attivo e rispettoso dell'ambiente. L'escursionismo invernale qui non è solo sport, ma un vero e proprio viaggio attraverso paesaggi incantati e testimonianze del passato, che nutrono lo spirito e rinvigoriscono il corpo in un'atmosfera di serenità e scoperta continua. È un promemoria che anche in tempi di sfide ambientali, la natura sa ancora offrire scenari di ineguagliabile bellezza e opportunità di avventura, incoraggiando a vivere con entusiasmo e a preservare tali tesori per le generazioni future.