L'Eterna Melodia della Montagna: Storia e Leggenda de "La Montanara"
La profonda connessione tra musica e paesaggi montani è una realtà consolidata fin dai primordi dell'esplorazione alpina. Già agli inizi dell'Ottocento, il naturalista tedesco Ernst Heim percepiva nella sonorità delle cascate un'armonia fondamentale di fa-do-mi-sol, suggerendo una risonanza intrinseca tra natura e melodia. Questa simbiosi si manifesta oggi nell'abitudine di cantare tra le vette: una pratica che serve a scandire il tempo della fatica, a riscaldare corpo e spirito nelle avversità, o semplicemente a celebrare la bellezza dell'avventura in alta quota. Esempi contemporanei come Seán Villanueva O’Driscoll e Nico Favresse trasformano le loro arrampicate in veri e propri concerti. Ma la musica alpina va oltre il semplice intrattenimento; essa si fa veicolo di memoria, legando indissolubilmente storie umane e maestosità delle montagne. In questo contesto, il ricordo di Casimiro Bich e il pittoresco borgo di Macugnaga, ai piedi del Monte Rosa, hanno ispirato Toni Ortelli a creare quello che è diventato forse il più celebre canto di montagna a livello globale: \"La Montanara\".
La nascita de \"La Montanara\" si colloca nel 1927 per mano di Toni Ortelli, alpinista, ma soprattutto stimato direttore di coro e compositore. La narrazione ufficiale vuole che l'ispirazione gli sia giunta durante un'escursione nelle Valli di Lanzo, osservando un giovane pastore intonare, tra il suo gregge e l'incanto del tramonto, versi sconosciuti che anticipavano il celebre inizio della canzone: \"Lassù tra le montagne…\". Tuttavia, una versione meno nota, ma forse più autentica, lega le radici de \"La Montanara\" a un evento accaduto due anni prima. Nel 1925, Casimiro Bich, una guida alpina di Valtournenche, perse la vita travolto da una bufera di vento sulla parete est del Monte Rosa, mentre tentava di soccorrere tre alpinisti. Ortelli, allora studente universitario a Torino, fu profondamente segnato da questa tragedia. Recatosi a Macugnaga, ultimo baluardo prima dell'imponente parete est, assistette ai vani sforzi di ricerca coordinati dalle Guide Alpine del Cervino e di Macugnaga. Il corpo di Bich fu ritrovato solo nel 1972, restituito dal ghiacciaio.
Completata nel 1927, \"La Montanara\" fu naturalmente dedicata all'amico Casimiro Bich, ancora disperso. Per la sua armonizzazione musicale, Ortelli coinvolse Gabriele Boccalatte, pianista torinese e figura di spicco nell'alpinismo tra le due guerre. Il cerchio si chiuse con l'intervento di amici trentini di Ortelli, in particolare Luigi Pigarelli, che armonizzò la melodia sotto lo pseudonimo di Pierluigi Galli, trasformandola nel canto corale che conosciamo oggi. Ortelli, in un gesto di generosità, donò il brano a Trento e al Coro della SOSAT (Sezione Operaia della Società degli Alpinisti Tridentini), che ne eseguì la prima trasmissione radiofonica nel 1929. Da quel momento, la storia e la musica de \"La Montanara\" si sono intrecciate, creando un'eredità culturale che risuona ancora oggi, celebrando lo spirito e il legame indissolubile tra l'uomo e la montagna.
La storia de \"La Montanara\" ci insegna che l'arte, in ogni sua forma, può eternare eventi e sentimenti, trasformando il dolore e la perdita in un inno di speranza e memoria. Questa melodia non è solo un omaggio a chi ha donato la vita alle vette, ma un richiamo universale alla bellezza e alla maestosità della natura, spingendoci a riscoprire il valore delle tradizioni e la forza dello spirito umano di fronte alle sfide più grandi.
